Bel ricordo

Da bambino, in tarda primavera, attendevo con trepidante voluttà e smania fanciullesca, il momento in cui mio padre, mio padrino di cresima Beppe ed io saremmo discesi nella nostra cantina per la tiratura del vino, in quella che è per me è stata un’amorevole e protettiva tradizione per diversi anni. Percepisco ancora assai vividi il profumo di umido fresco della stanza, che si combinava con l’aroma del vino rosso, con il sentore caldo e asciutto dei tappi di sughero nel loro sacco di iuta, con la pungente e maschia fragranza del tabacco ormai bruciato e quasi freddo raccolto nel fornello della pipa di mio padrino. Rivedo noi tre vicini in quello spazio ristretto, sotto la debole luce, ognuno col suo compito, con le mani che via via si sporcavano e sapevano sempre più di vino, lavorare in silenzio per lunghi tratti. Io, con la mia camicia a quadri indosso, provavo un sentimento di pudico orgoglio, un’intimo e profondo appagamento che mi scaldava le guance, che mi riempiva il cuore, e che m’imprimeva vividamente nella memoria i singoli istanti di quella giornata, istanti che avrei richiamato a me la sera, con la testa sul cuscino e gli occhi chiusi, prima di farmi vincere da quella stanchezza così dolce.

La vita si nutre anche di bei ricordi, ma i miei purtroppo cominciano a sbiadire attaccati dallo scorrere del tempo; so che alcuni non periranno mai è mi consoleranno, scalderanno e sosterranno finché avrò vita, ma è assai frustrante possedere la consapevolezza di non poterne di aggiungerne di nuovi per gli che verranno.

4 Commenti

  1. C’è qualche errore, che solitamente non si trova nei tuoi scritti. Deduco da questo che scrivi in fase di dolore e non posso fare altro che mandarti un abbraccio, seppure virtuale. Mi hai commossa anche stavolta, splendido ricordo!

  2. Finalmente un tuo nuovo scritto, bellissimo come sempre. Ha risvegliato anche miei ricordi: anch’io imbottigliavo vino, ma non con mio padre e mio nonno (non ho mai conosciuto nessuno dei due) bensì col mio “balio”, se così si può dire… il mio “nonno adottivo”.
    Un abbraccio e un consiglio: continua a scrivere, così i ricordi rimarranno per tutte le volte che vorrai rileggerli.

  3. Eh ma no, Claudio, sei fuori stagione: tu ci parli di primavera, ma qui siamo in autunno! Ragazzo, non mi stai sul pezzo 😀
    E la vendemmia? La facevate voi? Partecipavi anche lì?

    D