Lettera ad un Uomo Vero

Invio idealmente queste righe a Rolando Bianchi, per cinque anni capitano e bandiera della mia squadra del cuore, il Toro. Stasera giocherà la sua ultima partita con la maglia granata, e per noi sarà una grande perdita, perché ancor prima che un campione, come ha dimostrato di essere con la sua bravura, vedremo andar via un Uomo Vero, merce così rara in questi tempi.

“Caro Rolando, mi chiamo Claudio e purtroppo da una decina d’anni soffro di una rara malattia degenerativa che mi ha privato di un mare di cose, tra le quali la gioia immensa di poter correre dietro un pallone, cosa che imparai a fare forse insieme ai miei primi passi. Ho sempre giocato; di fisico ero una mezza sega, ma dai piedi piuttosto buoni e soprattutto con una grinta che letteralmente mi faceva mangiar l’erba. La passione e l’amore per questo magnifico sport quella la troia però non è riuscita a portarmela via, anzi. In questo contesto, solo una maglia granata color del sangue poteva rappresentare la mia passione calcistica; una maglia che solo ad indossarla mi ha sempre fatto ingigantire il cuore, sentire più forte e pronto alla lotta, tanto in una partita di calcetto quanto in un letto d’ospedale, sì perché anche lì ho voluto a volte averla addosso. Se si vive la vita con passione, amandola con tutto se stessi, dando sempre il massimo e cercando di non risparmiarsi e di non mollare mai, anche nei momenti più bui, allora solo quel granata che da sempre ci contraddistingue può diventare davvero un simbolo, trasformarsi in una seconda pelle che porta con sè una forza incredibile. E questa non è retorica, ma qualcosa di Vero. Tu totalmente l’hai capito come pochi altri, e l’hai dimostrato in ogni singolo istante di questa tua avventura; l’hai compreso a fondo grazie alla Tua genuinità, al Tuo temperamento, al Tuo cuore immenso, al Tuo essere uomo Vero. Per questo vederTi segnare, vederTi correre verso le bandiere battendoti il pugno sul cuore col viso trasfigurato dalla passione, vederTi rincorrere senza sosta l’avversario, vederTi come un Toro scatenato in piedi su quel toro di cartapesta, tutto ciò ha rappresentato per me qualcosa che va ben oltre un momento di gioia. Ti assicuro che non esagero; per me quelle immagini, che sempre porterò nella mia mente e nel mio cuore, sono state scariche di energia pura, attimi in cui la malattia letteralmente spariva, istanti in cui la forza e la voglia di combattere mi riempivano, liberandomi dalle mie paure e dalla disperazione che spesso mi assalgono. Queste splendide, intensissime ed importantissime emozioni Mi hai regalato, e se anche non ci conosciamo di questo Ti sarò sempre grato. VederTi con un’altra maglia sarà una sofferenza, ma ad ogni tua rete esulterò sempre e comunque con Te, perché semplicemente mi sarà impossibile non farlo.

Grazie Rolando, grazie Capitano.”

5 Commenti

  1. Credo ci sia ben poco da commentare su ciò che hai scritto, le lacrime sul mio viso valgono più di mille parole.
    Le stesse lacrime che hanno bagnato il mio viso Domenica sera guardando Rolando fare l’ultimo giro di campo all’Olimpico.
    Caro Claudio sarà veramente triste il prossimo campionato senza di lui ma, anche io come te, esulterò ad ogni suo goal non importa con quale maglia avrà indosso.
    Tutti e due, tu e Rolando, siete due Grandi Uomini per motivi diversi e non sto a scriverli, sono deducibili.
    Claudio non smettere MAI di lottare e fallo pensando al tuo, nostro Capitano.
    Rolando non smettere MAI di lottare e fallo pensando d’essere ancora e sempre il nostro Capitano.
    Con ammirazione sincera.
    Emanuela

      • Giuseppe Ghinassi 25 maggio 2013 a 14:49

        Claudio, forza e coraggio… È bello vedere che ci sono persone che pensano sempre e comunque positivo. Così piace anche a me credere che sia per tutti i tifosi del Toro.. Purtroppo vedo e sento che,in non molti per fortuna ( ma non pochi come vorrei), non c’è riconoscenza verso un calciatore ed un uomo che ha condiviso con noi anni difficili, che avrebbe potuto andare via in altri momenti (alcuni dicono solo per soldi).
        Al di la’ dei soldi che pure sono importanti, penso che un calciatore ha un vita sportiva non troppo lunga e se si ferma da noi anche in momenti così difficili per 4-5 anni in fin dei conti non credo sia solo per quel motivo. Noi del Toro.. parlo per me, per te, e anche per Rolando, che io considero dei nostri e uno di noi, siamo inguaribili romantici, e ci piace pensare e sognare che ci sia sempre qualcuno in campo che ci dia l’impressione di avere una degna guida morale. Forse perché abbiamo avuto Capitani importanti e veri Uomini in passato. Mi piace continuare a pensare che Rolando continuerà ad esultare con noi, idealmente, anche l’anno prossimo e che un giorno, a fine carriera, possa tornare per riabbracciarci ancora una volta. Perché la nostra maglia rimane sotto pelle e non è una maglia qualunque, ma resta come un marchio indelebile nell’anima di ciascuno di noi, per sempre. Ciao Rolando, Grazie di tutto.. Ciao Claudio!

  2. Mio padre, calabrese, ha tifato tutta la vita “granata”. Chissà poi perché non gliel’ho mai chiesto, prima che morisse… Forse perché era una passione così forte che la davo per scontata 😉

    • Claudio Torretta 22 agosto 2013 a 19:02

      Decisamente il Toro non è paragonabile per mille motivi a nessuna altra squadra. 😉