Leggere

Non solo è uno dei maggiori piaceri della mia esistenza, ma, col passare degli anni ed il manifestarsi del mio destino, la lettura è divenuta per me un’esigenza fisiologica, un bisogno oserei dire primario che quando viene a mancare rende assai più difficile le mie giornate, più foschi i miei pensieri, più triste il mio animo, già così stanco.

Tenere un libro tra le mani, scorrere una ad una le parole, talvolta in modo riflessivo, talvolta con furore, passare di riga in riga e di pagina in pagina, penetrare nella storia ed avvolgermi dei destini, dei pensieri e dei sentimenti dei personaggi; tutto ciò mi reca un piacere immenso, trasporta la mia mente oltre lontanissimi confini, mi libera il cuore e regala emozioni, affina la mia capacità critica permettendomi di comprendere meglio il mondo intorno a me, mi insegna ad ascoltare.

Seduto sul letto ed osservando i miei libri trovo conforto al mio dolore; essi scaldano il mio animo, mi tranquillano, grazie a loro non mi sento mai solo. Soprattutto, attraverso di essi vedo la vita in tutta la sua interezza, giacché loro parlano di speranza e disperazione, di vittorie e sconfitte, parlano della miseria e della grandezza, raccontano di amore, di odio, di inganni, cadute e redenzioni. Rappresentano l’Uomo.

Ora possiamo portare con noi migliaia di libri in un dispositivo poco più grande di un quaderno adattando la lettura alle nostre esigenze, ma io mai abbandonerò il piacere della vista di quei libri e dei loro colori, né quello di sfogliar le pagine anche se con fatica, e, sopra ogni altro, quello di godere del profumo delle pagine.

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