Amici miei

Sono fortunato, anzi, sono assai fortunato, perché oltre a far parte di una splendida famiglia ho incontrato sul cammino della mia vita alcune magnifiche persone che sento legate a me da un rapporto fraterno, persone verso le quali provo una sintonia e una comunanza d’essere che indipendentemente dai nostri destini so durerà in eterno e che è energia pura; una merce tanto rara quanto preziosa che mi fa sostenere che poche altre fortune sono ad essa paragonabile.

Queste persone sono i miei Amici.

Magnifici ragazzi che i banchi di scuola ed altre circostanze hanno fatto conoscere tra loro e che si sono uniti fino a formare un’unica entità, un solo fronte compatto unito da una forza impossibile da estinguere. Con loro sono cresciuto fisicamente ed interiormente, ho imparato a scoprire il mondo e la vita, ho condiviso enormi felicità, ho spartito intensi dolori.

Ora, le loro vite, i loro successi personali e nel lavoro, la loro emozione nel diventare mariti e padri, sono per me tra le gioie più grandi nonché il mio modo di riscattarmi del destino che mi è proprio, in quanto nei loro traguardi ho la presunzione di pensare che vi sia qualcosa di me, qualcosa che li ha aiutati e sorretti, che gli ha migliorati. Per questo e grazie a loro una parte di me continua ad esistere nel mondo, lontano dalla malattia.

Da loro ho ricevuto, ricevo e so che sempre riceverò un sostegno diretto e del tutto incondizionato, un sostegno che mi rende orgoglioso di potermi dire persona a loro cara, un supporto che spesso riesce a rendere la mia esistenza assai meno penosa e che vale e aiuta più di mille farmaci.

12 Commenti

  1. Sicuramente in tutti noi c’è un po di Claudio e viceversa. È il bello e il paradossale dell’amicizia. Più condividi una cosa, un’emozione, un’esperienza e più questa si moltiplica nella vita degli altri. Come al solito dico solo cagate, ma il vostro acume mi verrà in aiuto.

    • Claudio Torretta 2 maggio 2013 a 12:38

      Carissimo Simo non credo sia paradossale, ma assolutamente fisiologico.

  2. Troppo spesso perdiamo di vista le cose più importanti, o perlomeno l’ordine delle priorità. Certe situazioni non auspicabili per nessuno hanno almeno il merito di far emergere le cose principali.

    • Claudio Torretta 2 maggio 2013 a 12:47

      Non voglio incensarmi, ma il valore dell’Amicizia è sempre stato fondamentale nella mia vita. In più, credo che se non si possiede già il rispetto e l’apprezzamento per determinati principî, certo una grave malattia, che null’altro fa che svilire ed abbrutire, non possa modificare questo stato di cose. Tutto ciò fa parte della mia idea sul significato del dolore di cui magari parlerò.

      • Caro Cristiano, per approfondire, credo sia davvero impossibile attribuire alcune merito ad una grave patologia; soffrire così intensamente non migliora certamente le persone, anzi peggiora loro e coloro che ad esse son vicine. Non è assolutamente necessario soffrire per anni e anni per apprezzare ciò che davvero conta.

    • Hai ragione, l’ho espressa male. Almeno nel tuo caso.
      Intendevo che a volte condizioni esterne (non solo malattie ma nel mio caso fu il viaggio in realtà molto diverse dalle nostre, per altri possono essere altri eventi) ti danno una scossa per rimettere ordine, se ce n’era bisogno.
      Perché quando va tutto bene il rischio di trascurare famiglia e amici (veri) a volte lo corriamo.

  3. Grazie Cla,
    per tutto quello che sei stato per me mentre eri in vita e per tutto quello che continui a rappresentare adesso che non sei più presente fisicamente tra noi.
    Come ti ho sempre detto una parte del tuo paradiso è dentro di me come in tutte quelle persone che ti hanno voluto bene.
    Arrivederci fratello