Una finestra sul mondo

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Tra le molte altre cose, la malattia mi ha privato della possibilità di camminare: così, in casa, mi sposto su di una poltrona da ufficio con rotelle, o molto più faticosamente, appoggiando un braccio sulle spalle di mio padre e compiendo alcuni piccoli passi. La mia casa è su due piani, ma i suddetti problemi mi trattengono quasi sempre ormai a quello superiore, una mansarda assai abitabile dal soffitto piuttosto alto, dove è situata la mia camera.

Capitava così, fino a pochi giorni fa, che per intere giornate io non potessi volgere il mio sguardo all’esterno, essendo le finestre poste in alto; ne pativo assai, sentivo sfuggire sempre più il mondo intorno a me e mi vedevo privato del sole e del cielo, delle nuvole e della pioggia, degli alberi, dei tramonti.

La tecnologia mi ha aiutato, ed ora ho di nuovo un occhio sul mondo, un contatto con ciò a cui non ho voluto rinunciare e che come balsamo prezioso mi lenisce la sofferenza dello spirito, regalandomi inappagabili visioni di normalità.

Questo è il mio nuovo occhio.

14 Commenti

      • Claudio Torretta 9 gennaio 2013 a 18:35

        A dire il vero né i tramonti né certe giornate dalle basse e piene nuvole grigie m’hanno mai trasmesso malinconia, bensì calma, serenità.
        Ora come ora la stagione per me più malinconica è l’estate, quando avverto più pressante il peso delle cose che ho perduto.

    • Claudio Torretta 10 gennaio 2013 a 09:43

      In realtà è una videocamera esterna per la videosorveglianza; la prima installazione si effettua via ethernet e tramite il programma dedicato, poi tutto via wi-fi e browser.
      Sì, l’ho posizionata, (anzi, l’ha posizionata il mio adorato cognato che non ringrazierò mai abbastanza) al di fuori della finestra della cucina.

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