Vivere nel mezzo

Una vita normale. Alcuni, molti, inorridiscono di fronte a questa prospettiva; per costoro la vita, specie ai tempi d’oggi, ha senso solo se particolare, solo se speciale. Così, vivere in un certo modo diventa quasi un vanto: certe persone paiono orgogliose di possedere un’esistenza tormentata, sul filo del rasoio, densa di travagli interiori e non, al limite della spericolatezza e della dannazione; allo stesso modo taluni ci presentano con soddisfazione una vita immacolata, perfetta e senza problemi, dove regna la gioia.

Diffido di entrambi i tipi di persone: cercano di smarcarsi dalla normalità, quasi la temono, come se la normalità riducesse il loro fascino. La normalità come fonte di monotonia, come mediocrità e soprattutto banalità.

Ma i veri prevedibili sono loro: da queste persone si sa sempre cosa aspettarsi. La vera difficoltà sta vivere nel mezzo, cercare l’equilibrio, partendo dalle cose più semplici e facendo i conti con la realtà quotidiana. Anche in questo contesto si può emergere in mille modi, primo tra tutti essendo se stessi senza paura di apparire normali. La normalità non mette al sicuro dalle brutture e dalle traversie della vita, non dona una campana di vetro sotto cui esistere totalmente protetti, di questo non bisogna illudersi, ma io una vita normale la vorrei davvero.

A questo proposito segnalo: Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi

2 Commenti

    • Interessante si, ma anche questo normale tra chiunque si ritrovi a vivere fianco a fianco con malattie o ‘diversità’ fisiche rimarchevoli …

      La cosa triste ė che (sembra) tutti gli altri paiano non accorgersi della propria fortuna, e continuino a vivere una vita di piccoli/grandi egoismi…