Volevo fare l’astronauta

-moon-bPer chi come me è un maschietto ed è nato a metà circa degli anni ’70 era quasi impossibile da piccolo non sognare un futuro in mezzo alle stelle e agli spazi siderali della galassia. Sì, perché appena giunto all’età della ragione (qualcuno malevolmente però sostiene che la ragione io non l’abbia neppure ancora sfiorata…) i miei idoli erano Goldrake, Jeeg robot, Mazinga e compagnia bella.

Avrei dato non so cosa per poterli pilotare, andare sulla Luna e su Marte, arrivare fino al sole o fin dove ne avevo voglia, sfrecciare nel vuoto intergalattico alla velocità della luce o giù di lì, difendere la Terra e i più deboli dai cattivi invasori alieni o, assai più bassamente, poter sparare un razzo-missile contro i malfattori, i prepotenti, gli arroganti.

Poi sono cresciuto, i robot son passati di moda, i miei idoli son diventati altri e i miei sogni pure, anche se il fascino dello spazio, delle stelle e del viaggiare ad anni luce di distanza non mi ha mai del tutto abbandonato, ed è forse più forte ora che i miei orizzonti son così fortemente limitati.

Ma chissà, un giorno forse…

Un consiglio allora: fate i bravi…

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