ChiaroScuro

Chiaroscuro. Caravaggio a cavallo tra 1500 e 1600 fu in pratica l’inventore e il maestro indiscusso di questo modo di dipingere, in cui la luce colpisce fortemente e quasi brutalmente solo parte dei soggetti, lasciandone il resto in ombra.

Chiaroscuro è anche un po’ definizione di quel che siamo: uomini e donne la cui vita a tratti è chiara, talvolta chiarissima, e a tratti è scura, talvolta scurissima. Anche dentro possiamo passare dalla luce della serenità e dell’ottimismo allo scuro della stanchezza e dello scoramento, financo a toccare il buio della paura e della disperazione. Tutti vorremmo vivere insieme alla luce; la desideriamo, la idealizziamo, la cerchiamo negli altri e a volte la troviamo. Ma per alcuni il percorso non è questo: il sole non si vede quasi mai e la loro vita si svolge quasi per intero accompagnata dallo scuro del dolore, fisico e non. Reagire non è facile, specie quando il buio non dà tregua e le energie paiono assottigliarsi sempre più ogni ora, ogni giorno che passa.

L’esistere però porta con sè anche un richiamo fortissimo, un’atavica spinta, un testardo protendersi al di là delle tenebre, della sofferenza; proverò, io, con parole e pensiero, a porre su queste pagine ciò che mi permette di ascoltare quel richiamo e assecondare quella spinta, pur nel frastuono del dolore di questa mia seconda vita.

1 Commento

  1. Mi raccomando, Claudio, attento: benché, come dici tu, Caravaggio ne sia l’esponente più illustre, il chiaroscuro non nasce con lui. Si potrebbe risalire a Leonardo, che con il suo sfumato ha formato una generazione di pittori in lombardia, e colpito anche i Veneziani, quando ha visitato la città. Poi Bassano e Tintoretto sono tra i primi “tenebristi”, e Caravaggio eredita questa linea espressiva, portandola ad una grande efficacia.

    A parte tutto, comunque, benvenuto 🙂